Visualizzazione post con etichetta Musica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Musica. Mostra tutti i post

martedì 2 gennaio 2007

LeMeleAgre in concerto

LeMeleAgre:
Alan Fantini (basso e voce)

Barbara Suzzi (batteria e voce)

Silvio Pasqualini (voce e chitarra)

Venerdì 23 febbraio 2007
ore 21.00
Tpo>Bologna

Sabato 24 febbraio 2007
ore 21.00
Lab.AQ16>Reggio Emilia

Il progetto LeMeleAgre nasce nel 1998. La band, dopo esser stata eletta 'Miglior Gruppo Romagnolo' nell'ambito del 'M.E.I. - Meeting Etichette Indipendenti', nel 2001 sale sul palco di Arezzo Wave. Nello stesso anno si aggiudicano il premio Tendenze di Piacenza (giuria presieduta da Luca Frazzi di Rumore). Nel 2003 e nel 2004 suonano al 'Tora!Tora!' (partecipando quindi alla compilation edita dalla Mescal) e al 'Sonica Festival'. Sono state molte le occasioni in cui LeMeleAgre hanno suonato su altri palchi importanti. La formazione romagnola infatti ha condiviso palchi con Kaiser Chiefs, Max Gazzè, Moltheni, Bandabardò, Il Parto Delle Nuvole Pesanti, Pay, Africa Unite e molti altri - conquistando una consistente fetta di pubblico.
La parabola artistica di LeMeleAgre giunge alla svolta discografica nel 2004 quando firma un accordo con West Link Produzioni e Ammonia Records per la pubblicazione dell'omonimo disco ufficiale di debutto che ora è possibile trovare in tutti i negozi. La produzione artistica è di Alex Sportelli (già al lavoro con Prozac+, Negazione, Forty Winks e Vanilla Sky) e Alessandro Paolucci, mentre la distribuzione è in mano a Edel. LeMeleAgre hanno girato il video di "Alta Fedeltà" durante la data di apertura ai Kaisier Chiefs al Velvet di Rimini qualche mese fa, avvalendosi di tre telecamere per catturare lo spirito adrenalinico e puramente rock della band.

venerdì 29 dicembre 2006

Massimo Zamboni live performance
con Marina Parente

da "Il mio primo dopo guerra"
Piante e animali sono condannati alla vita.L’uomo, è condannato alla storia.E trascina gli altri sistemi con sè, in un mondo politico. Ma c’è una cosa che abbiamo dovuto apprendere:la storia, non solo non è maestra della vita; non è neanche bidella.”




Giovedì 1 febbraio 2007
ore 21.00
TPO>Bologna

Sabato 3 febbraio 2007
ore 21.00
LAb.AQ16>Reggio Emilia

Sabato 10 febbraio 2007
ore 21.00
Lab.PAZ>Rimini

Chi è Massimo Zamboni?
Massimo Zamboni fondatore dei CCCP e poi dei C.S.I insieme a Giovanni Lindo Ferretti, non ha certo bisogno di essere introdotto. Artista e musicista poli-eclettico da diversi anni ha intrapreso un’esperienza letteraria sulle subculture giovanili in Emilia Romagna, primo fra tutti capeggia il romanzo “Emilia Parabolica” dal quale poi è nato anche un lavoro musicale concretizzatosi con l’album “Sorella Sconfitta”. Entrambi rappresentano un lavoro di narrazione su una regione, l’Emilia Romagna, contrassegnata anche da personaggi corrosi, calamite di calamità, eroi tragici dell’inutile. L’autore si lascia andare in questo lungo assolo poetico-musicale che penetra la carne, cerca connessioni, assonanze, vie di fuga dalla viscida constatazione della propria incapacità. La serata non è concepita come incontro con un relatore e il successivo dibattito, ma come una vera e propria performance teatrale con colonna sonora. Sarà l’occasione anche per brevi incursioni dell’autore sulla sua ultima pubblicazione dal titolo “Il mio primo dopo guerra”, un’esperienza biografica utile a tutti in un contesto planetario caratterizzato dalla guerra globale permanente, come elemento costitutivo e fondante del neoliberismo.

Il mio primo dopoguerra. Cronache sulle macerie. Berlino Ovest, Beirut, Mostar” di Massimo Zamboni, Piccola Biblioteca Oscar Mondadori, 2005

Berlino, Beirut, Mostar. Tre città tra le tante che hanno dovuto sperimentare lo smembramento urbano. Una linea di confine grigia, consistente, il Muro. Un confine verde, irreale, la Green Line. Un confine azzurro, veloce, il fiume Neretva. Tre città, sei sponde: senza collegamenti che non siano di odio. Tre città tra le tante devastate dalla guerra e congelate in tregue fragili al centro di un romanzo di pensieri: un libro che racconta la possiblità di vivere e trovarsi tra le macerie a uno stadio puro che sgomenta, in un incontro illuminante con le essenze. È una nostalgia repulsiva per la pace, quella che serra l'anima di Massimo Zamboni quando si confronta direttamente con quei luoghi, con quei dopoguerra altrui che sente come suoi. Berlino Ovest 1981. Beirut 2001. Mostar 1998. Tre città tra le tante in perenne bilico tra la tragedia quotidiana e la dolcezza più feroce; tre dei luoghi più martoriati del XX secolo, in una cognizione progressiava della grandezza e dell'inutilità della Storia.