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martedì 13 marzo 2007

6° Round con I Mammalucchi

Report della tre giorni di Teatro al Lab. Paz - Rimini
Si è concluso con una tre giorni dedicata al teatro impegnato, il Progetto regionale "Vagando di artE in aRte". Un progetto che è stato una scommessa perchè ha saputo coniugare sperimentazione, realismo e valorizzazione degli spazi sociali, laboratori politici, ma prima di tutto spazi di relazioni e creatività.


Dedicato al tema intimo, dell’inconscio e della sua espressione il Workshop teatrale con Gianluca Rigetti e Federica Zambelli, "Dietro la maschera", un laboratorio sperimentale atto alla costruzione della maschera, intesa come "l’esagerato risalto di uno o più tratti dell’individuo a livello fisico o metaforico". La maschera, dunque, è "il dio anche se nessuno la indossa. In essa si avverte la presenza di una forza straordinaria. La maschera è, infatti, una modalità di manifestazione del sé universale."

Dedicato al teatro più impegnato il progetto della compagnia i Mammalucchi "Grido silenzioso". Un lungo e intenso monologo, in cui, Federica Zambelli , la protagonista, dai racconti di un disastro ambientale (quello di Cernobyl) sviscera il percorso di sfruttamento e di sofferenza proprio di quelle che comunemente vengono definite "badanti". Interessante leggere, come il progetto teatrale, sia stato ispirato da "Caffè Babele" uno spazio di incontro e di informazione legale per cittadini migranti (in particolar modo donne dell’Est Europa), presente presso il Laboratorio Aq16, da cui è stata tratta la mostra fotografica che accompagna lo spettacolo.

giovedì 1 marzo 2007

Tre giorni di teatro con i Mammallucchi>Workshop>Spettacolo teatrale

Nell’ambito del Progetto "Vagando di artE in aRte", da venerdì 9 marzo a Domenica 11 marzo, si terrà, presso il Laboratorio Sociale Paz, il Workshop teatrale "Dietro la maschera".
Mentre nella serata di Domenica 11 marzo, alle ore 21:00, si terrà lo spettacolo teatrale "Grido silenziozo" di e con Federica Zambelli.

Dietro la Maschera
Da Venerdì 9 a domenica 11 marzo 2007
Lab.Sociale Paz>Rimini
Workshop Teatrale con Federica Zambelli e Gianluca Rigetti
Il workshop proposto dai Mammalucchi prevede un lavoro di 3 giornate indirizzato a principianti e non che intendano avvicinarsi all’uso della maschera. Ogni partecipante costruirà la propria maschera in cartapesta. Il workshop prevede la scoperta del personaggio che sta "dietro alla maschera". Per questo una parte importante del laboratorio sarà dedicata all’ apprendimento di tecniche corporee e all’improvvisazione. Il workshop prevede un evento finale in cui i partecipanti metteranno in scena il personaggio trovato durante il laboratorio, "la nascita della propria maschera".

"Grido silenzioso" – Spettacolo teatrale
Domenica 11 marzo 2007 ore 21.00
Lab.Sociale Paz>Rimini
I Mammalucchi in "Grido silenzioso"
Spettacolo Teatrale di e con Federica Zambelli
Liberamente tratto dal libro "Preghiera per Chernobyl" di Svetlana Aleksievic e dai racconti delle donne di Caffè Babele*. Ljusja, una donna di origine ucraina immigrata in Italia racconta la sua storia in una sala di attesa di una stazione. Ljusja descrive il viaggio che l’ha spinta a lasciare il paese di origine e le guerre che il suo popolo ha vissuto. "La grande guerra patria, il blocco di Leningrado e poi...la guerra cosmica: Chernobyl.....Il nostro popolo è dovuto partire di nuovo , lasciare tutto e combattere in questo nuovo paese per poter sopravvivere. Un altro esodo..."

lunedì 19 febbraio 2007

5° round con MOTUS Factory

Vagando di artE in aRte>>>Teatro>>>Motus
Report delle serate
Fotogallery a cura di:
Lab. Paz>>>Tpo>>>Lab. Aq16

Motus>Lab. Paz
Prima di dare inizio alla visione dei materiali video, Daniela Nicolò ed Enrico Casagrande, hanno introdotto il pubblico del Paz al lavoro della compagnia, tracciando brevemente la storia di Motus e presentando le immagini video tratte dalle loro “storiche” produzioni, fra cui, Motus remix, un video catalogo interattivo che raccoglie cinque anni focali della biografia Motus (1995-2000).
Una narrazione vocale e di frame visivi dove "ogni egocentrismo - ogni ornamento - ogni inutile parola - sono cancellate. Solo Occhio e Oggetto." Ecco, l’ Immagine è Fatta, ora...“trovi un senso chi può“.
Contributi:

Motus>Tpo

Il Tpo è stato protagonista di “Room” un’ installazione ideata da Enrico Casagrande e Daniela NicolòTratta dallo spettacolo Twin Rooms di Motus Video in visione“A Place (That Again)”Una performance di Motus dedicata a Samuel Beckett.

Contributi:

Motus>Lab Aq16

Il Lab. Aq16 è stato il protagonista di "Naufragio Scomposto" una performance musico-teatrale di Dany Greggio, con Dany Greggio (chitarra e voce), Roberto Alessi (contrabasso).

"Naufragio Scomposto" si nutre di un procedere enigmistico per ‘quadri rebus’ che sbocciano e sfioriscono all’interno di un sonno inquieto, visioni pescate nel lago di un dormiveglia in cui giacciono brulicanti immagini di Magritte, pagine di Beckett e Camus, eteronimi di Pessoa, onde radio ed effetti personali”.

Contributi:

  • Fotogallery Lab. Aq16 - Naufragio Scomposto

martedì 30 gennaio 2007

Fratelli Broche

Samuel Pitzalis e Mauro Murgano
presentano
“I Broche con un feto da eliminare”
performance estrapolata da uno spettacolo work in progress

Venerdì 16 febbraio 2007
ore 21.00
Lab.PAZ>Rimini

Mercoledì 31 gennaio 2007
ore 21.00
Lab.AQ16>Reggio Emilia

Il progetto che la Fratelli Broche factory propone è uno studio con le caratteristiche di performance, estrapolato da uno spettacolo che è un work-in-progress.
“I Broche con un feto da eliminare" è uno spettacolo che tecnicamente prende forza dalle discipline di danza, acrobatica, canto e mimo.
L’atmosfera viene dettata da sonorità, video, fermi-immagine e azioni iper-didascaliche. L’estetica che confeziona lo show è espressionista e iper-realista. Usa forma e stili kitsch. In un crescendo di narrazione dettata dai movimenti, l’immagine predomina in ogni istante della scena.
Lo spazio è effettivamente vuoto ma appare pieno. Lo spazio è vuoto per garantire la libertà di movimento che diventa anche oggetto. Anche se la narrazione galoppa nel tempo scenico, in realtà sembra il simbolismo ad avere la meglio. Lo stile appena descritto è la forma che i Broche assumono per portare in scena la loro idea di falsa innocenza. Vogliono smascherare l’indole buona dell’uomo dettata dalle consuetudini sociali e per fare questo usano la falsa innocenza del bambino, inteso come piccolo uomo. Per non equivocare il concetto diciamo che: il bambino ha un istinto proprio che è buono o cattivo dettato dalle circostanze. L’essere umano adulto tende invece ad avere un’indole costruita su costrizioni sociali buoniste. Ma noi siamo per considerare l’uomo Santo come essere colmo di malvagità e che incarna l’estrema bontà perché riesce a vincere la malvagità di cui è pregno e quindi ne diventa una vittima innocente e perdonabile per le sue azioni malvagie. Il bambino rimane quindi nella sua accezione di innocente un essere buono e cattivo ma tendenzialmente aggressivo. Da ciò ne deduciamo che se svincolato da un’istruzione e un condizionamento civile egli esprimerà in egual modo bontà e cattiveria senza ipocrisia, ma la sua tendenza all’aggressività lo porterà comunque a rimanere bambino-bestia. Da qui lo spettacolo trae spunto per analizzare i condizionamenti delle religioni sulla crescita delle vecchie e nuove generazioni. “D’altronde il battesimo non serve a rinsavire l’uomo-bestia? ”

More info>www.fratellibroche.net

mercoledì 10 gennaio 2007

Dietro la Maschera - Workshop teatrale

Da Venerdì 9 a domenica 11 marzo 2007
ore 17.00
LAb.Paz>Rimini
Workshop Teatrale con Federica Zambelli e Gianluca Righetti

Il workshop proposto dai Mammalucchi prevede un lavoro di 3 giornate indirizzato a principianti e non che intendano avvicinarsi all'uso della maschera. Ogni partecipante costruirà la propria maschera in cartapesta. Il workshop prevede la scoperta del personaggio che sta "dietro alla maschera". Per questo una parte importante del laboratorio sarà dedicata all' apprendimento di tecniche corporee e all'improvvisazione. Il workshop prevede un evento finale in cui i partecipanti metteranno in scena il personaggio trovato durante il laboratorio. (La nascita della propria maschera).

(max 15 partecipanti - per iscrizioni: 0541 751653 oppure lab.paz@gmail.com)

I Mammalucchi presentano

"Grido silenzioso" - Spettacolo Teatrale
di e con Federica Zambelli

Mercoledì 7 marzo 2007
Ore:21.00
TPO>Bologna

Domenica 11 marzo 2007
Ore:21.00
Lab.Paz>Rimini

Lo spettacolo>Grido Silenzioso
Liberamente tratto dal libro "Preghiera per Cernobyl" di Svetlana Aleksievic e dai racconti delle donne di Caffè Babele.
Mostra fotografica delle donne di Caffè Babele realizzata da Nicoletta Acerbi.

E’ una voce di donna a legare due punti lontani nel tempo e nello spazio. Cernobyl, 1986 e Italia, 2006. Sono questi la partenza e l’arrivo del racconto di Ljusja, che ci parla da una stazione dei treni italiana, mentre parte per l’ennesimo tentativo di felicità. Così inizia lo spettacolo teatrale “Grido silenzioso”, proposto dalla compagnia I Mammalucchi di Reggio Emilia, scritto e interpretato da Federica Zambelli, che verrà presentato in anteprima all’interno della rassegna Vagando di Arte in Arte, negli spazi del TPO di Bologna e del Lab. Paz di Rimini. Il monologo prende spunto da una delle storie raccontate nel libro “Preghiera per Cernobyl”; scritto da Svetlana Aleksievic e dall’incontro con le donne di Caffè Babele.
Ljusia, dopo aver perso il marito nella tragedia di Cernobyl, lei stessa sopravvissuta alla bonifica e alla diaspora successiva, arriva in Italia. Il racconto dettagliato della tragedia vissuta dalla sua famiglia, lascia spazio poi alla realtà dell’immigrazione e del lavoro nero come badante che trova in Italia. “Badante, come la maggior parte delle nostre donne che sono qui, che nome strano, all’inizio non riuscivo nemmeno a pronunciarlo – seguiamo le parole della protagonista di questa storia - Ecco, questa è la guerra della mia generazione. Lo dico perché è davvero così. Il nostro popolo è dovuto partire di nuovo, lasciare tutto e combattere in questo nuovo paese per sopravvivere”. Il suo discorso porta a interrogarsi sul destino di popoli che si trovano in continuo esodo e alle prese con frontiere fisiche e mentali, che ogni giorno vengono aumentate.
“Ma è una guerra molto particolare – continua Ljusja - Perché questa volta ad andare al fronte non è toccato agli uomini, questa volta è toccato a noi, le donne. I nostri uomini, gli eroi, pronti a morire per la patria sono rimasti soli, senza donne e si consolano con la vodka che aiuta a curarsi non soltanto dalle radiazioni. E anche se io credo che la guerra non ha volto di donna, noi siamo qui a combattere, ma non sono un'eroina, di questo ne sono sicura”. E in questa guerra silenziosa ci porta la protagonista. Lotta quotidiana per una vita dignitosa, contro la spersonalizzazione dell’Occidente che indica tutte queste storie come “Immigrazione clandestina”, come se fosse un reato cercare con il proprio lavoro di permettere alla propria famiglia di sopravvivere. Da vittima del disastro tecnologico più clamoroso della storia dell’uomo, a donna dell’Est, che appartiene al popolo degli immigrati. “Sono ucraina adesso, ma qui non ho il documento di identità perché il mio visto turistico è scaduto. A volte ho paura di perdermi.”
Come Lujsja, molte sono le donne dell’Est europeo in Italia, ed é proprio dalle testimonianze raccolte tra di loro che la storia ha preso vita. Le migranti che Federica Zambelli ha incontrato nella stesura del copione di “Grido Silenzioso”, prendono parte all’iniziativa Caffè Babele, all’interno del Laboratorio Sociale AQ 16 di Reggio Emilia. Sono migranti , in particolar modo assistenti familiari ucraine e moldave che si ritrovano la domenica nel parcheggio dell’ex Foro Boario per ricevere e inviare beni e corrispondenza nei paesi d’origine. Questo momento di incontro e di socialità importante, veniva limitato da fattori come il freddo, la marginalità, la mancanza di uno spazio coperto e di servizi igienici che ne influenzano in maniera negativa le condizioni di vivibilità e la partecipazione. Caffè Babele è un progetto nato nel 2004, per rendere questo incontro possibile.
Ogni domenica è frequentato da centinaia di cittadine e cittadini migranti, a cui è messa a disposizione la cucina per riscaldare o preparare bevande calde e alimenti ed uno spazio per organizzare feste. Infatti dall’apertura sono state realizzate molte feste di compleanno/anniversario, durante le quali è stato messo a disposizione l’impianto audio per ascoltare musica e ballare. Queste iniziative sono state occasione per ritrovarsi e dialogare sia tra migranti che con i volontari di Caffè Babele e la cittadinanza della città.
Tutte queste esperienze si sono raccolte nella voce di Lujsja, che rappresenta il passato e il presente di popoli in fuga, sopravvissuti, in guerra e completamente spersonalizzati e abbandonati nella loro esperienza di migrante. Ed è sempre con le parole della protagonista che vogliamo chiudere “Quindi forse sto espiando un peccato che non so di aver commesso, o forse è il nostro popolo intero che deve espiare questo peccato. In che cosa saremo per sempre coinvolti? Però deve essere un peccato molto grande che abbiamo commesso, visto che non è bastato Chernobyl ma ho dovuto subire un'altra evacuazione forzata per poter sopravvivere”.

venerdì 29 dicembre 2006

Motus

MOTUS – Factory
Sabato 20 gennaio 2007
Lab.Aq16>Reggio Emilia
ore 21.00


"Naufragio Scomposto"
Performance musico-teatrale di Dany Greggio
con Dany Greggio (chitarra e voce)
Roberto Alessi (contrabasso)
“……è un azzardo verso quello che mi piacerebbe definire un drama – concert, canzoni che rifiutano di essere interpretate attraverso la canonica forma-concerto, per andare invece a smembrarsi all’interno di una costruzione drammaturgica teatrale.
È un lavoro teso a dipanare un filo cui si annodano azioni, parole, suoni che nella loro successione amplificano il contenuto del testo lirico spostandone il significato, e le sue possibilità di lettura, in maniera evocativa.
Naufragio Scomposto si nutre di un procedere enigmistico per ‘quadri rebus’ che sbocciano e sfioriscono all’interno di un sonno inquieto, visioni pescate nel lago di un dormiveglia in cui giacciono brulicanti immagini di Magritte, pagine di Beckett e Camus, eteronimi di Pessoa, onde radio ed effetti personali”.(Dany Greggio)

MOTUS
Sabato 27 e domenica 28 gennaio 2007
TPO>Bologna
dalle ore 15.00 alle ore 24.00


Room
Un’ installazione ideata da Enrico Casagrande e Daniela Nicolò
Tratta dallo spettacolo Twin Rooms di Motus
Presenza in video di: Vladimir Aleksic, Renaud Chauré, Eva Geatti, Dany Greggio, Caterina Silva e Damir Todorovic.
Cura dello spazio: Daniela Nicolò, Enrico Casagrande
Operatori video: Barbara Fantini, Daniele Quadrelli, Vladimir Aleksic
Video contribution engineering: Simona Diacci e Giovanni Ghirelli

Le immagini e sono state registrate alla replica di Twin Rooms del 14 gennaio 2004 a “Le Lieu Unique” di Nantes.
L’installazione è prodotta da Motus e Riccione TTV

Il Progetto Rooms è una macchina narrativa che ci ha permesso di sviluppare infinite possibilità espressive ancorandoci al topos della stanza d’albergo: dall’installazione Room 393, presentata al Centro per l’Arte Contemporanea Pecci di Prato, in cui la room stava, esposta, abitata semplicemente dagli attori, al lavoro complesso sulla doppia narratività teatrale e cinematografica che è Twin Rooms, sino allo spettacolo ispirato all’omonimo testo di Jean Genet Splendid’s che ambientiamo solo nelle suites e nelle hall di veri alberghi.
Nel 2004, da una collaborazione produttiva con il Festival Riccione TTV nascono Splendid’s film e l’istallazione Room. Room è dunque la tappa finale del progetto, giungiamo al punto estremo della eliminazione degli attori e dello spazio fisico da essi occupato: scompare la room in alluminio e restano soltanto gli schermi a contenere le loro presenze digitali: uno per la camera da letto ed uno per il bagno, così come stanno solitamente, affiancati o sovrapposti, alla stanza reale. Non più Twin, ma Vacancy room, solo che non si tratta nemmeno della stanza senza immagini video che abbiamo presentato al Festival di Santarcangelo 2001… la stanza è composta dai due schermi, piatti, su cui “vanno in onda” le registrazioni integrali del montaggio dello spettacolo nella replica a Le Lieu Unique di Nantes, del 14 febbraio 2004. Su altri 5 piccoli monitor sincronizzati scorrono le registrazioni di tutte le altre telecamere che riprendono gli attori durante il tempo dello spettacolo e che vengono montate in diretta durante la performance. Si ricrea in un certo senso ciò che arriva ed esce dalla regia video dello spettacolo, in cui confluiscono differenziate fonti d’immagine.
Una sorta di autopsia dello spettacolo, che appare così sventrato, completamente aperto e svelato, dal momento che sono visibili anche tutti i momenti dei fuori scena, delle pause, di ciò che ancor più il pubblico – a teatro- non è abituato a vedere.

MOTUS
Sabato 17 febbraio 2007
Lab.PAZ>Rimini
ore 21.00
Presentazione video Motus
con Enrico Casagrande e Daniela Nicolò


A Place [That Again]

Una performance di Motus dedicata a Samuel Beckett
Ideazione e regia: Daniela Nicolò ed Enrico Casagrande
Con: Silvia Calderoni e Gaetano Liberti
Voci: Emanuela Villagrossi e Dany Greggio
Riprese video: Simona Diacci e Daniela Nicolò
Montaggio e grafica: p-bart.com
Una produzione Motus 2006
Motus torna a lavorare su Beckett dopo dieci anni: risale infatti al 1994-95 lo spettacolo che ha coalizzato la compagnia rendendola capace di abitare-trasformare luoghi non teatrali con delle vere e proprie “invasioni” artistiche, ovvero L’occhio belva. Già il titolo dello spettacolo deriva da una definizione beckettiana, quella che usa per nominare la camera da presa… e lo spettacolo tutto ruotava attorno a questa ossessione per lo sguardo, anche se i principali riferimenti erano Quad e lo Spopolatore. L’ Occhio Belva è stato un grande atto d’amore per le liriche visive di Beckett, per il periodo “bianco”, fatto di “atti senza parole”; prima di iniziare le prove per l’anomalo e irripetibile spettacolo avevamo fatto un breve video in super 8 su All Strange Away, come indagine appunto, sul rapporto fra occhio della macchina e corpo/pelle dell’attore.

Ora decidiamo di tornare su quelle linee - nello spazio di ciò che è già stato – come un viaggio d’Orfeo - sapendo di rischiare - sapendo che potremmo vedere il dissolvimento - il nulla - ci proviamo non cercando il possesso – per lavorare sul Beckett non-teatrale, così essenziale e depurato, occorre essere posseduti.
Entriamo di nuovo nelle straordinarie descrizioni di una “dimora per corpi” geometrica fatta di linee e lettere all’interno della quale i corpi si muovono appena, in attesa di una fine che tarda ad arrivare… dove l’ Imagination va immaginata morta e l’ unico assoluto è il tempo che scorre. L’ unico modo per sottrarsi al flusso temporale è -(come avrebbe detto Murphy)-“ andar via da sè “ - sedersi su una sedia dondolo e dondolare - rannicchiarsi all’ ombra di una pietra - come Belaqua - l’ indolente del Purgatorio dantesco - o lasciarsi abbagliare dalla luce esponendo ogni angolo del proprio corpo a una cinepresa che indaga senza pietà.
Così è All strange away, la composizione “pornografica” di Samuel Beckett , che non prelude ad alcun paradiso, “.....dove la colpa consiste nel non sapere quale e la pena nel continuare a cercarla...” . L’attore è ridotto ai minimi termini, esposto sotto una luce accecante così “Come è”.
Via ogni egocentrismo - via ogni ornamento - ogni inutile parola - solo Occhio e Oggetto.
Ecco, l’ Immagine è Fatta, ora...“trovi un senso chi può“ .

Splendid's film
un film di Daniela Nicolò e Enrico Casagrande con Dany Greggio (Jean), Enrico Casagrande (Scott), Renaud Chauré (Bravo), Vladimir Aleksic (Bob), Damir Todorovic (Riton), Luigi Biondi (Rafale), Daniele Quadrelli (Pierrot), Francesco Montanari (il poliziotto), Caterina Silva (l’americana)
la voce alla radio è di Luca Scarlini
sceneggiatura Daniela Nicolò
consulenza letteraria e musicale Luca Scarlini

Dal debutto dello spettacolo Splendid’s e dopo una tournèe italiana ed europea che l’ha visto ambientato in più di cento diversi hotel, l'esigenza della compagnia di realizzare un mediometraggio si è potuta finalmente realizzare grazie alla collaborazione produttiva del TTV e la possibilità straordinaria di avere a disposizione tutto il Grand Hotel di Riccione perché chiuso nella stagione invernale. Il luogo, che per l’ambiente di lusso, un po’ decadente, e gli arredi d’epoca, è assolutamente unico nel panorama degli alberghi della riviera oramai standardizzati verso un unico modello architettonico, è risultato fedele all’immaginario di Splendid’s. Il progetto di Motus è stato quello di non snaturare troppo la natura teatrale della pièce lavorando su lunghi piani sequenza con dolly e lente carrellate nei corridoi un po’ fatiscenti, “inseguendo“ gli attori anche con la camera a spalla per le scale e nelle varie stanze da letto, entrando con la Canon fra di loro, cercando di dare anche alla macchina un lento e continuo movimento come se anch’essa fosse presa dalla stessa irrefrenabile necessità di danzare, di sfidare la morte che ogni immagine porta in sé con leggerezza.

MotusRemix.
video catalogo interattivo 1995-2000
a cura di Enrico Casagrande e Daniela Nicolò, visual design: p-bart.com
produzione: Motus e Riccione TTV, anno 2004
Materiali video vari di Motus fino al 2000, fino a Orpheus Glance e Visio Gloriosa.