mercoledì 10 gennaio 2007

I Mammalucchi presentano

"Grido silenzioso" - Spettacolo Teatrale
di e con Federica Zambelli

Mercoledì 7 marzo 2007
Ore:21.00
TPO>Bologna

Domenica 11 marzo 2007
Ore:21.00
Lab.Paz>Rimini

Lo spettacolo>Grido Silenzioso
Liberamente tratto dal libro "Preghiera per Cernobyl" di Svetlana Aleksievic e dai racconti delle donne di Caffè Babele.
Mostra fotografica delle donne di Caffè Babele realizzata da Nicoletta Acerbi.

E’ una voce di donna a legare due punti lontani nel tempo e nello spazio. Cernobyl, 1986 e Italia, 2006. Sono questi la partenza e l’arrivo del racconto di Ljusja, che ci parla da una stazione dei treni italiana, mentre parte per l’ennesimo tentativo di felicità. Così inizia lo spettacolo teatrale “Grido silenzioso”, proposto dalla compagnia I Mammalucchi di Reggio Emilia, scritto e interpretato da Federica Zambelli, che verrà presentato in anteprima all’interno della rassegna Vagando di Arte in Arte, negli spazi del TPO di Bologna e del Lab. Paz di Rimini. Il monologo prende spunto da una delle storie raccontate nel libro “Preghiera per Cernobyl”; scritto da Svetlana Aleksievic e dall’incontro con le donne di Caffè Babele.
Ljusia, dopo aver perso il marito nella tragedia di Cernobyl, lei stessa sopravvissuta alla bonifica e alla diaspora successiva, arriva in Italia. Il racconto dettagliato della tragedia vissuta dalla sua famiglia, lascia spazio poi alla realtà dell’immigrazione e del lavoro nero come badante che trova in Italia. “Badante, come la maggior parte delle nostre donne che sono qui, che nome strano, all’inizio non riuscivo nemmeno a pronunciarlo – seguiamo le parole della protagonista di questa storia - Ecco, questa è la guerra della mia generazione. Lo dico perché è davvero così. Il nostro popolo è dovuto partire di nuovo, lasciare tutto e combattere in questo nuovo paese per sopravvivere”. Il suo discorso porta a interrogarsi sul destino di popoli che si trovano in continuo esodo e alle prese con frontiere fisiche e mentali, che ogni giorno vengono aumentate.
“Ma è una guerra molto particolare – continua Ljusja - Perché questa volta ad andare al fronte non è toccato agli uomini, questa volta è toccato a noi, le donne. I nostri uomini, gli eroi, pronti a morire per la patria sono rimasti soli, senza donne e si consolano con la vodka che aiuta a curarsi non soltanto dalle radiazioni. E anche se io credo che la guerra non ha volto di donna, noi siamo qui a combattere, ma non sono un'eroina, di questo ne sono sicura”. E in questa guerra silenziosa ci porta la protagonista. Lotta quotidiana per una vita dignitosa, contro la spersonalizzazione dell’Occidente che indica tutte queste storie come “Immigrazione clandestina”, come se fosse un reato cercare con il proprio lavoro di permettere alla propria famiglia di sopravvivere. Da vittima del disastro tecnologico più clamoroso della storia dell’uomo, a donna dell’Est, che appartiene al popolo degli immigrati. “Sono ucraina adesso, ma qui non ho il documento di identità perché il mio visto turistico è scaduto. A volte ho paura di perdermi.”
Come Lujsja, molte sono le donne dell’Est europeo in Italia, ed é proprio dalle testimonianze raccolte tra di loro che la storia ha preso vita. Le migranti che Federica Zambelli ha incontrato nella stesura del copione di “Grido Silenzioso”, prendono parte all’iniziativa Caffè Babele, all’interno del Laboratorio Sociale AQ 16 di Reggio Emilia. Sono migranti , in particolar modo assistenti familiari ucraine e moldave che si ritrovano la domenica nel parcheggio dell’ex Foro Boario per ricevere e inviare beni e corrispondenza nei paesi d’origine. Questo momento di incontro e di socialità importante, veniva limitato da fattori come il freddo, la marginalità, la mancanza di uno spazio coperto e di servizi igienici che ne influenzano in maniera negativa le condizioni di vivibilità e la partecipazione. Caffè Babele è un progetto nato nel 2004, per rendere questo incontro possibile.
Ogni domenica è frequentato da centinaia di cittadine e cittadini migranti, a cui è messa a disposizione la cucina per riscaldare o preparare bevande calde e alimenti ed uno spazio per organizzare feste. Infatti dall’apertura sono state realizzate molte feste di compleanno/anniversario, durante le quali è stato messo a disposizione l’impianto audio per ascoltare musica e ballare. Queste iniziative sono state occasione per ritrovarsi e dialogare sia tra migranti che con i volontari di Caffè Babele e la cittadinanza della città.
Tutte queste esperienze si sono raccolte nella voce di Lujsja, che rappresenta il passato e il presente di popoli in fuga, sopravvissuti, in guerra e completamente spersonalizzati e abbandonati nella loro esperienza di migrante. Ed è sempre con le parole della protagonista che vogliamo chiudere “Quindi forse sto espiando un peccato che non so di aver commesso, o forse è il nostro popolo intero che deve espiare questo peccato. In che cosa saremo per sempre coinvolti? Però deve essere un peccato molto grande che abbiamo commesso, visto che non è bastato Chernobyl ma ho dovuto subire un'altra evacuazione forzata per poter sopravvivere”.

martedì 2 gennaio 2007

LeMeleAgre

Nel 1997 due gruppi romagnoli, i Priscilla Zoe e i Psychocandies, si fondono dando vita ai Lemeleagre, nome che nasce dal francese Melagre (Melagro in italiano), un personaggio della mitologia greca dalla storia complicata e tragica, a cui è stato aggiunto l'articolo 'le'.
La formazione originaria comprende Silvio Pasqualini (voce e chitarra), Alan Fantini (basso) e Barbara Suzzi (batteria), intorno ai quali fino al 2002 ruotano due differenti cantanti-chitarriste. Già nell'estate del 1998 Lemeleagre si mettono all'opera e registrano il loro primo CD promo, "In Un Soffio", che vale loro il premio come miglior gruppo emergente romagnolo al Meeting Delle Etichette Indipendenti (M.E.I.) di Faenza. La vittoria prevede la stampa di 500 copie a cura di Materiali Musicali e così la band decide di rimettersi immediatamente al lavoro per dar vita all'EP "La Grazia Dei Felini" (1999).

Nel 2000 la band partecipa ad alcune trasmissioni televisive e si esibisce in numerosi festival, tra cui il Feedback 2000 con Max Gazzè e Moltheni, e il Lioni Rock Festival, a cui partecipano anche i Bisca e i Pitura Freska. A ottobre i Lemeleagre tornano in studio di registrazione per dar vita al loro primo vero disco. "La Bicicletta" contiene dieci brani che si muovono tra il grunge, il punk e il rock, dando vita a un sound unico, un mix tra Motorpsycho, Smashing Pumpkins e Nirvana.

Nel 2001 partecipano ad Arezzo Wave e primeggiano nella categoria Gruppi Emergenti, si aggiudicano il premio Tendenze 2001 di Piacenza, vincono il concorso Alatri Dal Vivo, sono tra i finalisti del Premio Notturno Musicale di Urbino e si esibiscono al Festival Rourestock. Insomma, un anno niente male.

Nel gennaio del 2002, grazie ad Arezzo Wave, partono per il loro primo minitour in diverse regioni italiane e successivamente partecipano al Feedback 2002 come supporter di Moltheni e Verdena. Nel 2003 esce "La Foto Di Gregor", stampato a scopo promozionale in cinquecento copie, poi partecipano al Tora! Tora! e arrivano tra i finalisti del concorso Rock Targato Italia.
Ma la vera svolta per i Lemeleagre arriva nel 2004 con l'accordo siglato con la West Link Produzioni e Ammonia Records, la label di Shandon e Hormonauts. Un anno dopo arriva nei negozi il primo lavoro ufficiale della band prodotto da Alessandro Sportelli, già al lavoro con Prozac + e Vanilla Sky. L'album (omonimo) riscuote un notevole successo dimostrando che i Lemeleagre e il loro grunge sporcato di punk, power-pop e hardrock meritano davvero l'incetta di premi fatti negli anni precedenti. A novembre il gruppo apre il concerto riminese nientemeno che dei Kaiser Chiefs e subito dopo parte per un tour che lo tiene impegnato fino a marzo del 2007. In questi mesi sono al lavoro per il nuovo dico che vede la collaborazione e partecipazione di Roberto “Tax” Farano (Negazione, Fluxus, Quinto Braccio).

Discografia
-2005
"Lemeleagre"
WEST LINK PRODUZIONI / AMMONIA RECORDS / EDEL
-2003
"La Foto Di Gregor"
AUTOPRODOTTO
-2000
"La Bicicletta"
AUTOPRODOTTO

LeMeleAgre in concerto

LeMeleAgre:
Alan Fantini (basso e voce)

Barbara Suzzi (batteria e voce)

Silvio Pasqualini (voce e chitarra)

Venerdì 23 febbraio 2007
ore 21.00
Tpo>Bologna

Sabato 24 febbraio 2007
ore 21.00
Lab.AQ16>Reggio Emilia

Il progetto LeMeleAgre nasce nel 1998. La band, dopo esser stata eletta 'Miglior Gruppo Romagnolo' nell'ambito del 'M.E.I. - Meeting Etichette Indipendenti', nel 2001 sale sul palco di Arezzo Wave. Nello stesso anno si aggiudicano il premio Tendenze di Piacenza (giuria presieduta da Luca Frazzi di Rumore). Nel 2003 e nel 2004 suonano al 'Tora!Tora!' (partecipando quindi alla compilation edita dalla Mescal) e al 'Sonica Festival'. Sono state molte le occasioni in cui LeMeleAgre hanno suonato su altri palchi importanti. La formazione romagnola infatti ha condiviso palchi con Kaiser Chiefs, Max Gazzè, Moltheni, Bandabardò, Il Parto Delle Nuvole Pesanti, Pay, Africa Unite e molti altri - conquistando una consistente fetta di pubblico.
La parabola artistica di LeMeleAgre giunge alla svolta discografica nel 2004 quando firma un accordo con West Link Produzioni e Ammonia Records per la pubblicazione dell'omonimo disco ufficiale di debutto che ora è possibile trovare in tutti i negozi. La produzione artistica è di Alex Sportelli (già al lavoro con Prozac+, Negazione, Forty Winks e Vanilla Sky) e Alessandro Paolucci, mentre la distribuzione è in mano a Edel. LeMeleAgre hanno girato il video di "Alta Fedeltà" durante la data di apertura ai Kaisier Chiefs al Velvet di Rimini qualche mese fa, avvalendosi di tre telecamere per catturare lo spirito adrenalinico e puramente rock della band.

Michele Marziani

Giornalista e scrittore, attraversa trasversalmente i territori dalla scrittura e dei media. Impegnato negli anni Ottanta sul fronte del giornalismo sociale, dirige successivamente il proprio interesse verso la cultura enogastronomica intesa come militanza nella difesa e valorizzazione del territorio e nel sostegno delle forme alternative di mercato.

Direttore responsabile, curatore, collaboratore di riviste e magazine di settore, dal mondo del cibo e del vino, a quello dell'ambiente e delle acque, a quello delle tematiche sociali. Nel 2005 la casa editrice DeriveApprodi ha pubblicato il suo libro Il Gambero Nero - ricette dal carcere frutto di più di un anno di lavoro nel carcere di Fossano (Cuneo) insieme al fotografo Davide Dutto. Nel 2006 pubblica - sempre per DeriveApprodi - La trota ai tempi di Zorro, il suo primo romanzo. In rete racconta del proprio lavoro sul weblog Appunti di viaggio.
More Info>www.michelemarziani.org

Davide Dutto, fotografo. Vive in Piemonte. Dopo aver svolto il servizio militare come “secondino” ha deciso che questa carriera non faceva per lui. Si è quindi dedicato con maggior slancio e successo alla fotografia.
More Info>www.davidedutto.it

Michele Marziani
Presenta
“Il Gambero Nero. Ricette dal carcere”

Presentazione e selezione musicale, affiancate
da degustazione delle ricette contenute nel libro

Domenica 21 gennaio 2007
ore 21.00
TPO>Bologna

Domenica 27 gennaio 2007
ore 21.00
Lab.PAZ>Rimini

Domenica 4 febbraio 2007
ore 21.00
Lab.AQ16>Reggio Emilia


“Il gambero nero. Ricette dal carcere” di Michele Marziani e Davide Dutto
(pp. 144, euro 19,00, DeriveApprodi)


Un libro fotografico e un ricettario per raccontare la vita quotidiana dei detenuti di un carcere piemontese. In un universo di privazione, anche e soprattutto dei sensi, come quello carcerario, il cibo diventa un momento in cui affermare i propri gusti e il proprio saper fare. Nel quotidiano di un detenuto, la preparazione del cibo, la sua condivisione e la continua reinvenzione di ricette diventano un modo per ricordare gli affetti, trasmettere agli altri una conoscenza pratica, condividere una frazione di piacere.
In qualità di operatori sociali, Davide Dutto e Michele Marziani hanno trascorso più di un anno nel carcere di Fossano. Hanno varcato le porte delle singole celle e hanno ascoltato, osservato e aiutato i detenuti intenti alla preparazione del loro cibo.
Il risultato è un ricettario “galeotto” nel quale confluiscono piatti, sapori e metodi di preparazione provenienti da tutto il mondo. Perché internazionale è la composizione della popolazione oggi reclusa nelle carceri italiane.
Oltre cento immagini straordinarie che hanno per tema la cucina. Le accompagnano didascalie che raccontano abitudini, rivelano aneddoti e curiosità, ricordano storia e provenienza dei personaggi ritratti in questo libro.